RICCARDO VENO PDF Stampa E-mail
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Riccardo Veno (www.riccardoveno.it), classe 1965, ha studiato clarinetto e sassofono, perfezionandosi tra Napoli e New York con David Gross, Enzo Nini, Jerry Bergonzi, Maurizio Giammarco. Ha frequentato la Alwin Nikolais Dance School di New York e ha partecipato ai seminari di Antonio Neiwiller. È stato attore-danzatore con le compagnie di Gabriella Stazio e di Marianna Troise. Ha composto le musiche per spettacoli di danza e teatro di Lori Brungard, Arturo Cirillo, Davide Iodice e Renato Carpentieri; è stato, inoltre, autore di colonne sonore di film (tra gli altri Non è giusto di Antonietta De Lillo e Sotto la stessa luna di Carlo Luglio), documentari (Gaia e Report, su RAI3) e video d’art.

Proprio nel corso della settimana della Festa del Cinema di Roma verrà presentato, venerdì 26 ottobre 2007, il film d’animazione Giocosa-mente di Mimmo Paladino, un omaggio all’artista Bruno Munari, per il quale Veno ha composto ed eseguito le musiche.

In veste di regista insieme ad Antonello Cossia e Raffaele Di Florio, Veno ha curato gli spettacoli teatrali Segni, La discesa, Lo s-guardo escluso, Penultimi, Corpo sporco, ORO, per i quali ha composto anche le musiche.

Ha collaborato come musicista, tra gli altri, con i 99 Posse, Daniele Sepe, Enzo Gragnaniello, Raiz, E’ Zezi, Nino D’Angelo, Solis String Quartet, Alessio Bertallot.

Nel maggio del 2006 Veno ha pubblicato il cd Il silenzio di Orfeo (MaroccoMusic), realizzazione discografica dell’omonimo concerto-spettacolo, per il quale ha ricevuto ottime recensioni dai maggiori quotidiani nazionali: ‘Riccardo Veno e la sua orchestra invisibile…sassofoni e flauti, clarinetti e ciaramelle sembrano materializzarsi intorno al musicista partenopeo…per toccare tradizione e modernità in un’avvolgente spirale sonora’ (La Repubblica), ‘Un solo musicista e tanti strumenti che danno vita a un gioco dalla cantabilità estrema…un percorso musicale che sembra tenere insieme Philip Glass, Gato Barbieri e Nino Rota, post-jazz e post-newage’ (Il Mattino), ‘Orfeo suona Jazz…atmosfere minimali s’incrociano ad esperienze musicali nord-europee ed americane, rilette in chiave mediterrenea…’ (Il Manifesto), ‘Il primo disco dell’uomo-orchestra…’ (Il Corriere del Mezzogiorno).
 
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