ALCUNE NOTE SUL SORRENTO JAZZ FESTIVAL PDF Stampa E-mail
Fonte: www.ats-sorrento.it/ 07/05/07   
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E’ terminato al Chiostro di S. Francesco in Sorrento l’ottava edizione del Sorrento Jazz (25 agosto – 2 settembre), che da quest’anno …”ha perso la dicitura che l’aveva caratterizzata nelle passate edizioni, cioè quel: …e dintorni, per assumere un carattere più marcato con l’identificazione di un anima jazz, affinché il festival potesse avere a pieno titolo cittadinanza all’interno del Circuito dei Jazz Festival della Provincia di Napoli, al cui presidente Onofrio Piccolo, va il merito del suggerimento per questa felice svolta come ha tenuto a specificare Antonino Esposito, dell’ATS l’associazione che ha organizzato la manifestazione.Il programma, eccellente, che è stato allestito con maestria e competenza dal direttore artistico Tullio De Piscopo, ha offerto ad un pubblico sempre numerosissimo ed entusiasta l’esibizione di alcuni dei più grandi artisti del panorama italiano ed internazionale: dalle sperimentazioni avanguardistiche dell’ex bassista dei Weather Report Miroslav Vitous, alla presenza del mitico e sempre esuberante Gianni Cazzola, batterista che ha fatto la storia del jazz in Italia; dalla spettacolare esibizione di Scott Hamilton, uno dei più famosi sassofonisti al mondo, accompagnato dall’ottimo Rossano Sportello Trio, alla grande forza di impatto della Big Band di Gerardo di Lella; dal nuovo sorprendente progetto "On the edge of a perfect moment" del duo Marcotulli – Sheppard, alle note etniche dell’Ecletnica Pagus di Piero Ricci o all’omaggio a Gershwin del quintetto dei fratelli Luigi e Pasquale Grasso.

In tre occasioni, nelle serata di Scott Hamilton, in quella della Gerardo Di Lella Big Band, e nell’ultima con il mitico Renato Sellani (premiato con il premio Surrentum Eventi) il direttore Tullio De Piscopo ha dato vita a delle travolgenti jam session che hanno mandato in visibilio il già caloroso pubblico.

Una nota in particolare va riservata alla esibizione del 29 agostodi Fabrizio Bosso e Flavio Baltro. I due trombettisti, accompagnati da Mannutza al piano, Bulgarelli al contrabbasso, e da Tucci alla batteria, hanno dato vita ad un concerto di straordinaria intensita. Presentando alcuni dei brani del loro ultimo lavoro “Le trombe del Re Trumpet Legacy”, hanno reso omaggio ad alcuni tra i più grandi trombettisti della storia del jazz, confermando tutto l’entusiasmo che stanno raccogliendo in Italia e all’estero sia tra il pubblico che tra la critica, tanto da meritare commenti come questi da un sito qualificato come jazzitalia.it : "Suono inimitabile, tecnica sopraffina, dinamismo, esecuzione muscolare e velocità di marcia rilevante, ma al tempo stesso soluzioni raffinate, una vasta gamma di sonorità e di risorse a disposizione." Fantastici!

Il Festival si è concluso con il concerto degli allievi della scuola di musica sostenuta dalla associazione ATS “I giovanissimi verso la musica” che hanno preceduto l’omaggio a Duke Ellington al piano solo da parte di uno dei grandi nomi della rassegna: Renato Sellani.

Sorrento Jazz è stato impreziosito anche da una rassegna collaterale che prevedeva l’esibizione ogni giorno in un luogo diverso della penisola sorrentina del gruppo romagnolo dei Jackpot Five Swing Band. Il Sorrento Jazz Tour, questo il nome della rassegna, è stata una felice intuizione (del direttore De Piscopo) che ha avuto il merito, grazie alla eccezionale bravura del gruppo nel presentare un vasto repertorio da intrattenimento con brani degli ’50, di avvicinare più pubblico alle sonorità jazz, anche tra gli stranieri in vacanza a Sorrento.

A parte tutti quelli che sono stati i sostenitori economici e quelli che hanno patrocinato il festival, come Regione (rappresentata dall'assessore Amato), Provincia (asserrore Martano), Comuni (gli assessori Parlato di Meta e Mormone di Sorrento), sponsor, autofinanziamento da parte dei soci ATS, un enorme contributo alla realizzazione di tutta la manifestazione è stato dato dall’abnegazione di tutti i volontari. Ragazzi e non (come Tonino e Lucio), tutti si sono messi a totale disposizione, con un entusiasmo encomiabile e con uno spirito di sacrificio enorme per far si che ogni giorno si potessero montare e smontare sedie, manifesti, tavoli, strumenti sul palco, fare volantinaggio, correre per ogni esigenza.

Un applauso a tutti loro.

Ma il ringraziamento più grande va a quelli che sono stati i promotori, gli organizzatori, l’anima di tutto il festival: Antonino Esposito ed Elisabetta Ricca, che tra i tanti meriti hanno avuto anche quello di aver fortemente voluto come direttore artistico il grande Tullio De Piscopo, garantendo in questo modo un cartellone di assoluto valore internazionale.

L’ultima considerazione riguarda l’energia e l’entusiasmo che hanno serpeggiato in maniera palpabile tra il pubblico in tutte le serate: è stato un continuo incontrarsi, discutere, confrontare le proprie con le altrui emozioni, prendere contatti, darsi appuntamenti, scambiarsi informazioni e cd su questo o quel gruppo o genere musicale, provare brividi, regalare e ricevere sorrisi, darsi la mano e conoscersi con un semplice sguardo, allargare la propria coscienza e conoscenza, …e tanto tanto tanto altro ancora.

La speranza è che tutto questo non vada sprecato, e che possa esistere uno spirito di appartenenza che unisca tutti gli appassionati con iniziative che durino tutto l’anno., per il puro piacere di condividere il piacere del jazz.

Perché, come diceva la canzone nella colonna sonora di un famoso ... film:: “Tutti quanti voglion fare il jazz / perché resister non si può al ritmo del jazz” !!!!!!!!!

 
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