CASERTA ROCK FEST PDF Stampa E-mail
Fonte: Franco Maresca   
1O - 11- 12 settembre 2009
Biancano (frazione di Limatola - Ce)

Old River Park

L'ingresso, per ogni giorno del festival, costerà 5 euro

Programma:

giovedi 10 settembre
PETER PUNK (unica reunion per i fan del sud)
VALLANZASKA
RFC
TO KILL
Face your enemy
Antefatti
Jb and Monkey Nuts
contest Band Emergenti

venerdi 11 settembre
BUGO
AMARI
Play Mobil From Chernobil
The Collettivo / Sound Track For a Porno Movie
contest Band Emergenti

sabato 12 settembre
24 GRANA
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC
Low-fi / Gnut / Elizabet o' Key
contest Band Emergenti

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articolo tratto da: www.notiziarioitaliano.it/?sezione=campania&articolo=12043

 

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20/06/2009 17:45 - PETER PUNK, LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA ED RFC
Caserta Rock Fest 2009: intervista a Maurizio Affuso, organizzatore dell'evento

 

Dopo un faticoso concerto, che ci ha visto in abiti in alcuni momenti più da spettatori che da cronisti, abbiamo pensato di fare qualche domanda a Maurizio Affuso, cantante e chitarrista degli RFC. Questa volta però l'abbiamo intervistato non come frontman del gruppo ma come organizzatore del Caserta Rock Fest che si terrà dal 10 al 12 settembre all'Old River Park di Biancano, frazione di Limatola. Un festival completamente votato alla rivalutazione della città e che sarebbe da premiare anche solo per la voglia ed il coraggio che l'hanno portato, quest'anno, alla sua terza edizione. Tra una battuta e l'altra, ecco ciò che ci ha detto Maurizio:


Quest'anno ci sono stati problemi per quanto riguarda i finanziamenti. Questo sarà dunque un festival completamente indipendente?
Si, infatti proprio oggi ho avuto la conferma di un altro sponsor che farà parte della famiglia e sarà uno sponsor napoletano. Quest'anno il Comune e la Regione non ci hanno supportato perchè hanno preferito finanziare altri tipi di Festival. Nonostante i premi al M.E.I e alla BIT di Milano come miglior festival d’Italia del 2008, hanno fatto più rumore le denunce che abbiamo avuto lo scorso anno per il disagio che si è creato per l'alto volume. La gente dei palazzi che si trovano nei pressi della location ci ha creato un sacco di problemi.

Ho letto che è stato stanziato per la sola provincia di Caserta quasi mezzo milione di euro...ma a voi non è arrivato niente. Anche se non ci sarebbe molto da aggiungere ed i fatti parlano da soli, vuoi commentare questa che, a tutti gli effetti, può sembrare una vera e propria ingiustizia?
I fondi europei per la regione campania sono otto milioni e mezzo di euro, 450.000 euro erano dedicati alla provincia di Caserta. A noi sarebbe bastata una briciola: appena 20.000 per poter organizzare un buon festival in tutta tranquillità. Ma non ci siamo arresi e li stiamo cercando in altri modi, anche perchè, nonostante abbia confermato tutti questi artisti, non ho paura di dire che al momento non ho visto un euro. Mi sono dato anima e corpo alla cosa, ed anche se non ho tutti questi soldi, confido di riuscire a procurarli non solo con gli sponsor ma anche con gli ingressi del festival.

Quindi nonostante la Regione Campania, considerata una regione “povera” e che ha bisogno di fondi per investimenti finalizzati allo sviluppo, abbia ricevuto gli stessi fondi dell'UE 2009/2015 che sono stati stanziati per la Romania, hanno deciso comunque di non supportarvi in alcun modo. Come motivi questa scelta?
Alcuni dicono che sia politica. Altri che servano contatti ed “amicizie”. Altri ancora pensano sia camorra. Io credo invece che la gente debba semplicemente cogliere la buona fede del progetto. Nelle scorse edizioni non abbiamo guadagnato nulla, come ho detto prima. Anzi l'anno scorso mi hanno aperto il furgone e rubato tutta la strumentazione che avevo dentro, è stata una tragedia. Ma io non ce la faccio a non investire il mio tempo nell'organizzare qualcosa di buono per la mia città. Sono anni che vado avanti col mio gruppo, ma non mi basta. Io vivo a Caserta tutti i giorni e vivo la mia città completamente e non riesco a concepire che la gente ci conosca solo per Gomorra. Portare a Caserta un festival rock di fama nazionale ti fa sentire meglio anche se hai tutti che ti remano contro.

Beh, ci sono buone possibilità e la storia lo dimostra. Anche lo Sziget Festival di Budapest è nato come festival locale. E quest'anno è arrivato ad ospitare i R.E.M. e gli Offspring.
Si, anche se lo Sziget è un progetto che va avanti da molti anni. Ma perchè non far diventare Caserta una seconda Woodstock? Il progetto è fare il festival e portare artisti validi e che piacciano al pubblico. Il resto verrà da sé.

Ti sei sempre occupato dell'organizzazione del Caserta Rock Fest, o il gruppo è cambiato nel tempo?
E' cambiato, eccome. Ora siamo alla terza edizione. La prima volta il Comune ci ha supportato totalmente. L'anno scorso ci aveva fatto delle promesse ma alla fine è arrivata solo una piccolissima parte di quello che ci avevano garantito. L'anno scorso, infatti, abbiamo chiuso con una perdita di 33.000 euro, che tutt'ora sto ancora pagando. Al momento sono rimasto l'unico dello staff dell'anno scorso, sono rimasto completamente solo e voglio rimanerci. Voglio avere a che fare solo con la gente che si fa avanti senza l'idea di guadagnarci qualcosa. Quando organizzi questi eventi c'è sempre qualcuno che pensa che lavorare in questo mondo, ed in particolare con il Caserta Rock Fest, porti qualche guadagno personale di tipo economico. L'unica cosa che voglio fare io è portare cultura: una cultura rock. Cercare di costruire qualcosa a Caserta che faccia la differenza. C'è gente in tutta italia che aspetta questo festival che, ormai, è diventato un appuntamento fisso.

Inizialmente erano confermati i Marta sui Tubi. Cosa è successo poi?
Quello con i Marta sui Tubi è stato il primo contratto che ho chiuso. Poi la settimana dopo ho visto che stavano prendendo altre date in campania prima del Caserta Rock Fest. Io li ascolto molto, li apprezzo davvero ed il loro ultimo lavoro è fantastico. Ma visto che suoneranno ben tre volte in Campania prima del festival, considerando anche il cachet che prendono, ho preferito investire su due gruppi invece che su uno solo. Infatti al loro posto ci saranno Bugo e gli Amari.

E' vero che, dopo anni, potremmo rivedere di nuovo, e per l'ultima volta, i Peter Punk?
Si, sono riuscito a riunirli. Non dimenticherò mai la telefonata di quasi due ore con Ettore, il loro bassista. Convincerlo è stata una delle cose più dure che abbia mai affrontato. Ma dovevo farlo: per la gente del sud che non ha mai avuto il piacere di sentirli, ritrovarli in questa situazione sarà ancora più bello. Quando sai che un gruppo potrai vederlo solo una volta e poi mai più, te lo gusti in un'altra maniera. In quelle occasioni il pogo, anche il più duro, allo stesso tempo si rivela essere anche molto più morbido e dolce. Sui Peter Punk non ci scapperà la lacrima, ma credo proprio che scenderò dal palco anche io per ballare in mezzo alla folla. Sarà un emozione anche per me.

E lo sarà anche per noi. Sarà un piacere vederli dal vivo, non solo come giornalisti ma anche come persone che apprezzano la buona musica. Invece cosa ci dici riguardo Le Luci della Centrale Elettrica? Mr Vasco Brondi è stato difficile da contattare?
E' da premettere che tutti gli artisti che verranno al Caserta Rock Fest hanno deciso di ridursi il cachet, e di molto. Quindi qualsiasi gruppo che salirà su quel palco bisognerà apprezzarlo perchè ci ha dato il massimo, anche sotto questo punto di vista. Con alcuni gruppi ho dovuto addirittura bypassare le agenzie, arrivare direttamente agli artisti e contattarli personalmente per parlargli della causa del Caserta Rock Fest. E forse anche per questo ho avuto così tante conferme e così tanta disponibilità. Ad ogni modo Vasco è stato l'unico artista che, nel cercare di chiudere quanto prima il contratto, mi ha dato qualche problema. Nel senso che lui ormai muove le folle al nord e fa continui sold out. Ma alla fine ha confermato anche lui e salirà sul nostro palco il terzo giorno.

Qual'è il tema del Caserta Rock Fest di quest'anno?
Ci pensavo proprio qualche giorno fa. Non ho mai dato un tema ad un festival, anche per evitare il già detto: l'aggregazione, l'amicizia eccetera... Ma se mi ci fai pensare vorrei che il tema di quest'anno sia il coraggio. Mi piace trasferire alle persone il coraggio che anche io sto tentando di dimostrare, cercando di investire tutto me stesso in questo progetto. Se va bene sarò davvero contento per Caserta, ma se va male credo che mi toccherà lavorare per parecchi anni.

Nel caso vada male è in bilico anche la possibilità di assistere ad una quarta edizione del festival?
Assolutamente no. Il Caserta Rock Fest ci sarà sempre. Questo è sicuro.

Ho notato con piacere che avete dato spazio ad altre band emergenti. C'è qualcosa di particolare quest'anno?
Quest'anno avremo la Octopus Record, l'etichetta di Renato dei 24 grana che darà la possibilità ai vincitori di un contest di registrare un demo.

Ultima domanda e poi ti lasciamo stare tranquillo. Una considerazione generale su ciò che è la musica della tua provincia. I gruppi emergenti hanno davvero la possibilità di poter sfondare, oppure questa “rivoluzione” indie è solo un sogno per idealisti?
Sono da dieci anni con gli RFC. Da un paio d'anni a questa parte sto iniziando ad avere le prime soddisfazioni, suonando in tutta Italia, riempiendo interi locali in alcune occasioni. E' una cosa che fino a qualche anno prima non avrei mai immaginato. Ora la situazione è dura, la gente guarda ciò che giornalmente ci manda la tv. Per un gruppo è più facile scendere a compromessi ed adeguarsi alla moda che esprimere ciò che realmente vorrebbe. La discografia ed i concerti rendono tanto: c'è gente che lavora un anno e poi sparisce. Ai ragazzi mi sento di dire di provarci sempre, di non darsi mai per vinti, di non arrendersi ai primi ostacoli. Ci sono più gruppi che zecche ormai in Italia. E questa è una cosa positivissima. Ma molti di questi preferiscono rimanere chiusi nella propria provincia perchè quando escono fuori dalla loro zona non vengono pagati dai locali. Io ho passato 5 anni della mia vita andando in giro per l'Italia a suonare in posti che pagavano 190 euro, dormendo sui palchi perchè con quei soldi non potevamo neanche pagarci la benzina, figuriamoci una camera. Posso dire a chi intraprende questa strada, se veramente crede in quello che fa, di non pretendere troppo e fare una cosa sola: suonare, suonare, suonare.

 
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