PINO RICOMINCIA DA .... 30 PDF Stampa E-mail
Fonte: www.ilmattino.it 06/02/08   

IL CONCERTO DEL SUPERGRUPPO

DI PINO DANIELE SI TERRA'

martedì 8 luglio IN PIAZZA PLEBISCITO

Il concerto sarà trasmesso in diretta

su RAIUNO ore 21.00

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articolo di Federico Vacalebre da: www.ilmattino.it 19/06/08

No allo stadio Pino in piazza del Plebiscito
Il dado è tratto: niente San Paolo per Pino Daniele e i suoi mascalzoni latini, che troveranno però accoglienza l’8 luglio in piazza del Plebiscito. Il mistero buffo del concertone senza casa si è risolto nel tardo pomeriggio di ieri, quando ormai è apparsa chiaramente impraticabile la strada dello stadio. La commissione di vigilanza della Prefettura chiedeva ulteriori documenti, tornava la questione del terzo anello, delle vibrazioni, dei possibili danni al campo da gioco - nonostante fosse stata chiesta solo una curva - in vista della partita di ritorno dell’Intertoto prevista il 26 o 27 luglio contro i greci del Panionios o i serbi dell’Ofk Belgrado. Mesi di tira e molla, di mancate decisioni nel tentativo di fare a scaricabarile e lasciare ad altri il cerino acceso, di tentativi di emigrare all’ippodromo di Agnano, anch’esso negato al nero a metà e ai ritrovati Tullio De Piscopo, James Senese, Toni Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso. Doveva essere un evento, la prima di un lungo tour immortalato anche da un dvd, un atto d’amore e di fede in una città ferita e descritta come la sentina del mondo, un ricordo dell’amico Troisi, un festeggiamento dei primi trent’anni di carriera di un lazzaro felice. Doveva, e forse lo sarà lo stesso, perché ieri, quando il caso stava per trasformarsi in uno scandalo, quando le resistenze contro il concerto che arrivavano da vari settori (Aurelio De Laurentiis compreso) si sono rivelate insormontabili, il Comune di Napoli è sceso in campo, annunciando di non voler perdere la notte di note del Pino della nuova Napoli, quella che ha sognato il «rinascimento» e non accetta il «rimorimento». L’assessore Valeria Valente, capita l’antifona e dopo consultazione con il sindaco Iervolino e la giunta, ha concordato con gli organizzatori l’unica alternativa possibile: piazza del Plebiscito, cornice per Pino e i suoi uomini in blues di un concerto indimenticabile il 19 settembre 1981, e forse anche per questo sinora evitata scegliendo il San Paolo. Il salotto della città porosa, già chiuso per gli spettacoli a pagamento di Zubin Mehta (2 luglio) e Roberto Bolle (5 luglio) lo sarà anche per la banda di «Ricomincio da 30». Non la migliore soluzione possibile, ma l’unica. Trentamila, si ipotizza, i biglietti disponibili, tutto da organizzare la disposizione del parterre, finora sono stati venduti circa 20.000 tagliandi per tre ordini di posti. «Di fronte alle difficoltà di far tenere lo show allo stadio, abbiamo concesso in via eccezionale la piazza che rappresenta l’immagine di Napoli», spiega l’assessore Valente. «Pino è un’icona della città. L’ha cantata e difesa in tutt’Italia e anche oltre, fondendone l’anima più genuina e popolare con la sua nobilissima cultura. Non potevamo rinunciare a lui». «Ringrazio il Comune per la soluzione trovata», commenta Ferdinando Salzano, manager dello show per Friends and Partners. «A noi tocca ragionare come organizzare un evento di simile portata in una piazza. Ma De Laurentiis deve sapere che in tutt’Italia si concedono gli stadi alla musica e a Napoli no: il San Paolo è la casa di Lavezzi, ma Pino Daniele e il suo popolo in una curva non avrebbero rovinato il manto erboso». Oggi Daniele sarà a Roma al ministero dell’Ambiente per lanciare con il ministro Prestigiacomo l’operazione «Napoli non è una carta sporca», campagna di sensibilizzazione e informazione sulla raccolta differenziata. In questi giorni ha masticato amaro evitando commenti, simbolo di una città che lo ama ma non trova uno spazio adatto per lui, vittima di uno sbandamento collettivo, di un’afasia generalizzata. Oggi prenderà parola, dirà la sua, aspettando l’8 luglio per sciogliere i blues nell’(in)canto libero di chi tiene il mare e sa che non tiene niente, nemmeno uno spazio per fare musica. Anche questa è un’emergenza endemica.

da: www.ilmattino.it 05/06/08
articolo di: Federico Vacalebre


Il concertone di Pino Daniele cerca casa
Polemica organizzatori-ippodromo Il manager Salzano alle istituzioni: «Trovate una cornice per lo show» Il cantautore: «Sono avvilito»

 
 


Sembrava fosse amore e invece non era nemmeno un calesse. Anche l’ippodromo di Agnano non vuole il concertone del’8 luglio con Pino Daniele e le sue tre band, debutto nazionale di uno dei tour più attesi dell’estate e principale evento spettacolare regionale della stagione estiva. Dopo l’annuncio (era il 28 maggio) del trasferimento dello show di «Ricomincio da 30» dal San Paolo al campo da corsa dei cavalli, ieri è arrivata la nuova doccia fredda, sotto forma di un comunicato stampa della Ippodromi di Agnano srl, secondo cui «non vi è mai stata alcuna conferma circa la disponibilità degli spazi dell’impianto sportivo» che, peraltro, «non consente di ospitare un evento musicale di tali proporzioni considerata la presenza di cavalli all’interno» e che per l’8 luglio annuncia invece un «convegno di corse di galoppo con inizio alle ore 20.30, come previsto dal calendario nazionale delle corse Unire». «Ma davvero? Non è che stiamo su ”Scherzi a parte?”» trasecola Pino Daniele nello scoprire il complicato intrigo di vicoli e delitti che sembra boicottare la festa del ritorno al suo fianco di De Piscopo, Senese, Esposito, Zurzolo e Amoruso. Il comunicato stampa arriva, infatti, mentre il nero a metà è impegnato nella promozione dell’evento, oltre che del suo nuovo triplo disco, secondo in hit parade. Lo aspettano i microfoni di Radio Subasio: «E, adesso che dico? Sono avvilito. Possibile che a Napoli non ci sia posto per Pino Daniele e i suoi mascalzoni latini?». Stadio o non stadio, ippodromo o non ippodromo, il problema centrale è proprio quello: possibile che la città, mentre lancia il Teatro Festival Italia, non abbia lo spazio per ospitare il ritorno a casa dell’uomo in blues? «Possibile? Io non lo credo, non voglio crederlo», rilancia Ferdinando Salzano, che organizza il tour del cantautore: «Mi appello al sindaco Iervolino, al governatore Bassolino, all’assessore Valente con cui sto parlando anche in queste ore, insomma a tutte le istituzioni di buona volontà perché venga risolta questa questione. Se proprio non si può suonare ad Agnano allora si sblocchi lo stadio, oppure si pensi a piazza del Plebiscito, dove il 2 luglio si esibirà per il San Carlo Zubin Mehta e il 5 Roberto Bolle, sempre a pagamento. Trovateci uno spazio adatto e ricominceremo tutti da 30». «Braccia aperte a Pino Daniele, Napoli non vuole rinunciare a lui», interviene Valeria Valente, assessore comunale agli Spettacoli e ai Grandi Eventi, «faremo di tutto per trovare una soluzione. Partendo dal San Paolo, che non dipende solo da noi, ma dalla commissione di agibilità: stiamo aspettando la risposta della Prefettura, speriamo sia positiva, il problema degli spazi per la musica è purtroppo antico, endemico». Intanto sono circa 20.000 i biglietti già venduti, per tre ordini di posti. La prevendita è stata bloccata dalle notizie degli ultimi giorni, ma la richiesta è alta, l’attesa pure e la soluzione complicata: trovata la cornice bisognerà pensare a un allestimento che rispetti i diritti di quanti hanno già comprato i biglietti, le esigenze degli artisti, la sicurezza. Rocco Lino, local promoter della serata, ricorda di «aver fatto un sopralluogo all’ippodromo, di aver avanzato una proposta economica per ottenerne l’uso, di aver scambiato email con responsabili della struttura: ci era stato detto che la corsa dell’8 luglio poteva essere spostata, che servivano solo le necessarie garanzie per l’impianto. Le avremmo date, d’altra parte l’11 luglio Daniele suona a Roma all’ippodromo delle Capannelle. Forse siamo stati precipitosi nell’annuncio, ma che abbiamo trattato a fare, se, come dice il comunicato, quel giorno non si può e Agnano non può ospitare eventi di tali proporzioni?».


Il concerto, che era stato annunciato allo Stadio San Paolo nel seguente articolo,
è stato spostato all'Ippodromo di Agnano (notizia del 28 maggio 2008, fonte: boxofficenapoli)

articolo di Federico Vacalebre tratto da: www.ilmattino.it 06/02/08

Ricomincio da 30: omaggio a Troisi e alla mia Napoli Chiudi
 
 
 

 



«In un momento come questo, volevo fare una cosa per la mia città, volevo dire ai napoletani: io sto cca, dove sono sempre stato, con voi. Non sono un politico, ma un musicante, che altro potevo fare se non suonare con dei grandi musicisti napoletani?». È il nero a metà in persona a confermare la notizia anticipata da «Il Mattino». Pino Daniele ha ritrovato il suo supergruppo, la migliore formazione messa in campo dalla musica italiana: Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere. Le prime session hanno fatto faville, promettono amarcord e nuove meraviglie. Pino ha appena superato la boa dei primi trent’anni di carriera (il 45 «Che calore» uscì nel ’76, il primo lp «Terra mia» l’anno successivo) e ha deciso di celebrare l’anniversario con un cofanetto antologico di tre cd in uscita a maggio. «Il titolo è un omaggio, forse anche scontato, a Troisi: ”Ricomincio da 30”. Massimo mi manca, ci sarebbe voluto il suo sorriso amaro, la sua capacità di sdrammatizzare per raccontare questi giorni amari e balordi, la nostra povera Napoli, la nostra povera Italia. Mi viene il Battiato di ”Povera patria”», commenta il cantautore. «Ricomincio da 30» uscirà in maggio, anticipato dal primo singolo, atteso nelle radio ad aprile: è un pezzo dedicato alla storia di Pino e dei suoi amici ritrovati in cui torna lo slang anglo-partenopeo dei tempi d’oro, «Anema e core» il titolo provvisorissimo. Altri tre gli inediti in scaletta, cinquanta in tutto i pezzi da far entrare nel box edito dalla Sony Bmg, tra versioni storiche e nuove, registrate con i ritrovati «uomini in blues». Daniele ha chiesto a De Piscopo e agli altri mascalzoni latini di rileggere alcune perle del suo primo periodo, quello precedente al supergruppo e al capolavoro «Vai mò» del 1981, per evitare l’overdose di nostalgia canaglia. «Putesse essere allero», «Napule è», «Chiove», «Chi tene ’o mare», «Je so’ pazzo» e «I say ’i sto cca» nelle registrazioni nello studio romano di via di Ripetta rivivono con le spazzole di De Piscopo e il contrabbasso di Zurzolo a tessere un’atmosfera da jam acustica. Il sassofono rovente di Senese, i tamburi esotici di Esposito, le tastiere liquide di Amoruso moltiplicano colori, ritmo e armonie, lasciando pregustare l’evento unico in programma allo Stadio San Paolo, probabilmente il 2 luglio: venerdì sono in programma i primi sopralluoghi nello stadio napoletano con i tecnici per le necessarie autorizzazioni. Si parte dall’idea di utilizzare una sola curva, ma potrebbe essere troppo poco per l’attesa dei fan: basta dare un’occhiata ai siti non ufficali (quello doc, www.vaimo2008.it, sarà on line da domenica) per rendersi conto delle aspettative. Anche senza aggiungere il richiamo di eventuali ospiti internazionali: si è fatto il nome di Carlos Santana. A Natale un dvd potrebbe documentare il tutto. Tra gli ospiti annunciati del disco la chitarra di Al Di MeolaAppocundria») e la voce jazzy di Chiara Civello, nella track list anche «Viento», «Terra mia», «Resta resta cu’mme», «Quando», «’Na tazzulella ’e cafè», «Yes I know my way», «Anna verrà», «A me me piace ’o blues», «’O scarrafone», «Che dio ti benedica»: le prossime sedute di registrazioni stabiliranno quali nelle versioni originali e quali riarrangiate da Pino con gli antichi compari. Sembrano sopite le antiche ferite che portarono allo scioglimento della magnifica all star band made in Naples che toccò l’apice il 19 settembre 1981 davanti ai 200.000 di piazza del Plebiscito. «Ci siamo ritrovati come se nulla fosse successo», racconta Tullio De Piscopo: «Certo, le incomprensioni, la ruggine, gli errori ci sono stati, ma il feeling, per citare una canzone di Pino, quello non se ne va». L’operazione «Vai mò 2008» è scattata. Intanto in libreria è arrivato «Fortunato. Vita, morte e nessun miracolo di un tarallaro napoletano» (Pironti), in cui Massimo Andrei racconta la vita del più celebre tarallaro partenopeo. Il mascalzone latino gli dedicò uno dei pezzi dell’lp d’esordio, quello che faceva: «Fortunato tene ’a robba bella, ’nzogna, ’nzogna». «Era una bella faccia antica, di quella Napoli che non c’è più», ricorda Daniele. Ma almeno la Napoli-carta sporca di sempre ha ritrovato il suo cantore e gli uomini in blues.

 

 
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